Ciampi Fa Cavaliere Il Commissario Montalbano
RACALMUTO (Agrigento) - Per come s'è fatto amare attraverso libri e fiction  televisive, il commissario Montalbano, schivo e timido, forse avrebbe inventato una scusa (o una nuova indagine) per non salire su un palco ed essere insignito Cavaliere della Repubblica proprio dal Capo dello Stato. Ma sia l'autore del coraggioso e simpatico investigatore, Andrea Camilleri, sia l'attore che lo ha reso ancor più popolare, Luca      Zingaretti, sul palco del "Pirandello" di Agrigento ieri sono  saliti volentieri insieme per lasciarsi premiare da Carlo Azelio Ciampi. Già, il "commissario" col suo cranio abbronzato perché ha interrotto per l'occasione le riprese in Uganda è diventato "Cavaliere" e lo scrittore che gli ha dato anima da ieri è "Grande Ufficiale", gradino un po' più alto del primo. Tutti e due fieri accanto al presidente che sul palcoscenico ha fatto salire anche un vero poliziotto in divisa, Michele Moretti, un vicequestore con lo stesso piglio di Montalbano e che sulla stessa costa in cui sono ambientati i libri di Camilleri, le rocce di Porto Empedocle, salvò la vita alcuni mesi fa a una decina di clandestini nel mare in tempesta.

E da ieri Moretti-Montalbano potrà essere chiamato "Commendatore", fiero pure lui delle foto ricordo con Ciampi da una parte e la coppia Camilleri-Zingaretti dall'altra, seppur cosciente di non potere ambire ai colorati richiami e alle grida delle ragazze schierate fuori dal teatro in attesa solo dell'attore, solo del finto ma brillante, generoso e buongustaio investigatore. Il coraggio e la perizia recitati secondo copione s'impongono infatti  sulla gesta del neo-commendatore e gli autografi naturalmente si chiedono ad un unico "Montalbano".

Monopolizza così la piazza il protagonista di Vigata che gioca col suo personaggio "Emozionato sono". Ma l'emozione c'è davvero quando Zingaretti richiama "nonna Sisina", la nonna che, rivela, "allevò una schiera di nipoti a forza di Inni di Mameli" e che sarebbe stata entusiasta del suo neo-Cavaliere: "Sono felice, come romano, come siciliano acquisito e come italiano". I cronisti incalzano e quando gli chiedono di sapere che cosa ha sussurrato sul palco il presidente Ciampi, il finto poliziotto col senso dello Stato sembra l'unico a conservare un vero senso della misura, semplice e disarmante: "Mi ha detto solo "complimenti". Del resto è già troppo".

Emozioni grandi ieri anche per il più  letto degli scrittori italiani. Non solo quando Camilleri s'è ritrovato in mano "con sorpresa" l'onoreficenza di Grande Ufficiale, ma anche nel pomeriggio quando ha atteso il presidente davanti al Teatro Regina Margherita di Racalmuto nella veste di direttore artistico di questo gioiello pronto per l'innaugurazione di venerdì: "sono emozionato, anche perché ho trovato molti punti per applaudire Ciampi, dalla pace alla giustizia. E questo riconoscimento e per me un richiamo all'impegno non solo nella letteratura, ma anche nella vita sociale, e non nella politica". Precisazione non casuale, visto che ad Agrigento c'era chi invocava per lui un seggio di senatore a vita.

 

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